Scarlino
Borgo medioevale sito sui contrafforti centrali del monte d'Alma.
Il Paese storico si distende lungo un crinale dominato da una rocca, risalente probabilmente al X secolo, da cui si gode un ampio panorama sulla pianura del Pecora e sul golfo di Follonica.
L'origine del nome fa risalire però al V secolo d.c. la sua origine. Il nome infatti molto probabilmente deriva dal Longobardo Scherl, vedetta, oppure Scheril, fiaccola. Un'origine che lo differenzia profondamente dalla rete dei castelli minerari delle Colline Metallifere. Il castello di Scarlino aveva infatti una funzione di controllo e di punto di riferimento sopra all'antico porto di Scabris, tra il Puntone, Portiglioni e la vecchia via Aurelia.
STORIA
Scarlino appare per la prima volta in un documento ufficiale del 973, in occasione della cessione della Rocca da parte di Lamberto Aldobrandeschi, agli ancora potenti vescovi di Roselle, ma alcuni reperti rinvenuti nei pressi della Rocca sono riconducibili addirittura al II sec. a.C.
In epoca romana, caratterizzata da stabilità politica, la vita si svolgeva prevalentemente in pianura, e lungo le sponde del lago e del porto di Scabris.
Scarlino, come centro abitato cinto da mura, nasce nel XII secolo, e segue le sorti della costa piombinese, passando nel 1278, nei domini della Repubblica marinara di Pisa, e quindi, ad inizio del XV secolo, sotto il controllo della signoria degli Appiani di Piombino.
Come tutto il territorio toscano passò sotto il dominio dei Medici e solo nel 1815 sotto il dominio dei Lorena, insieme a una parte dell'Elba ed allo Stato di Piombino.
Il 1 Marzo 1816 dall'unione delle comunità di Scarlino e Buriano nasceva un unico Comune con Scarlino capoluogo, che da quella data entrò a far parte della provincia di Grosseto.
L'ampia autonomia comunale fu disconosciuta nel 1834 quando il territorio fu unito a Gavorrano. Scarlino tornerà ad essere riconosciuto come Comune nel 1960.
Nel 1855 il paese fu devastato da una grave epidemia di colera, che cessò 'miracolosamente' il 19 Agosto. Ancora oggi, quel giorno, si celebra la ricorrenza con una festa chiamata 'Le Carriere del Diciannove'.
ITINERARI SCARLINESI
A Sud del Puntone, risalendo il corso del corrente Alma, sulle pendici di Poggio di Tondo, sono da visitarsi i resti di una necropoli etrusca, le cui monumentali tombe a tumulo risalgono al VII e VI secolo a.C..
Certamente però il maggiore interesse è da attribuire ai valori naturalistici della costa, che presenta la spiaggia di Cala Violina, riconosciuta come una dei luoghi più suggestivi ed incontaminati del Mediterraneo.
In località Puntone da visitare il porto turistico 'Etrusca Marina' che agevola la navigazione da diporto nell'arcipelago toscano e valorizza le numerose strutture ricettive ubicate sia lungo la costa che sulle pendici del monte Alma.
Durante il periodo estivo, all'interno del restaurato Castello, vengono allestite opere teatrali e spettacoli musicali.
Cultura
| CASTELLO DI SCARLINO Il Castello di Scarlino, posto sulla sommità del centro storico, ad una altezza di circa 250 metri sul livello del mare, domina l'omonimo borgo medioevale. Il castello, grazie ai restauri è utilizzato per importanti manifestazioni musicali e d'arte che si svolgono all'interno delle sue mura durante il periodo estivo. |
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| CHIESA DI S. DONATO La chiesa è costruita in stile Romanico a croce corta latina. La facciata, a capanna, presenta un solo portale con lunetta, ora priva di decorazione, con un piccolo rosone notevolmente strombato. La facciata è preceduta da una gradinata di pietra. Storia Fondata intorno al mille, fu ampliata dai canonici della diocesi di Roselle, probabilmente dopo la rovina della precedente chiesa romanica di San Michele, di cui restano solo i ruderi dell'abside lungo la strada di collegamento con il Puntone. |
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| CONVENTO DI MONTE DI MURO I ruderi testimoniano la presenza di un convento francescano costruito su precedenti vestigia realizzate dai fraticelli minori, a lato di un piccolo pianoro sito in una suggestiva posizione panoramica ad oltre 340 metri di altezza. |
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| Natura | |
| AREA PROTETTA DI INTERESSE LOCALE COSTIERE E PADULE DI SCARLINO L'Oasi di protezione faunistica del Padule e delle Costiere di Scarlino, istituita nel 1995, comprende soprattutto terreni di proprietà pubblica per una superficie complessiva di oltre mille ettari racchiusi in questi confini: a nord il mare, il canale industriale Solmine e il fiume Pecora; ad est padule di Scarlino, fattoria del Casone e Statale 322 delle Collacchie; a sud la strada vicinale di Torre Civette e il mare; a ovest la costa. Fauna, Flora ed aspetti naturalistici Le Costiere sono un'area boscata ed agraria adiacente ad una zona umida costiera. La vegetazione arborea è composta in prevalenza da bosco a sclerofille ed in misura minore da querceti misti e da castagneti da frutto; particolarmente interessante la vegetazione delle coste rocciose: macchia bassa e gariga dove dominano, tra gli altri la Lavandula stoechas e la Barba di becco (Anthillys barbaiovis). Sul litorale sono presenti alcune suggestive calette, come la celebre Cala Violina. La fauna è quella tipica della macchia mediterranea. Tra gli insetti da segnalare la bellissima farfalla Callimorpha quadripuncatata (specie di interesse comunitario). Il Padule di Scarlino, nonostante si adiacente ad una vasta area industriale, rappresenta uno dei pochi ambienti umidi di acqua dolce scampati alle bonifiche, un habitat idoneo per moltissime piante ed animali palustri. Occupa una superfice di circa 130 ha. ed ospita il fragmiteto più vasto della Provincia di Grosseto (circa 80 ha.). Qui nidificano alcune specie di interesse comunitario particolarmente rare come il Tarabuso (Botaurus stellaris), il Falco di palude (Circus aeroginosus) e il Forapaglie castagnolo (Acrocephalus melanopogon), con l'unica colonia nidificante accertata della provincia. Complessivamente nell'area sono state censite circa 150 specie di uccelli. Per ciò che concerne l'avifauna svernante ricordiamo il Fenicottero, l'Oca selvatica, le anatre di superficie, l'Albanella reale ed il Beccaccino. |
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